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Le frazioni

 

Birch – Albergo

Altezza 986 m, raggiungibile da Rassa in poco più di dieci minuti di cammino. L’Albergo (Birch) è l’unica, tra le frazioni, a essere ubicata prima dell’abitato. Si raggiunge lungo una bella mulattiera che si inerpica gradualmente; sono ancora presenti le “Pose”, punti di sosta per gli alpigiani che salivano con i loro carichi. La sua posizione, ai piedi della Parete Calva, la fece divenire luogo di transito di Fra Dolcino nelle sue scorribande.  Nella seconda guerra mondiale, 12 marzo 1944 , un gruppo di tedeschi, in risposta ad alcuni spari provenienti dalla frazione, colpirono con un colpo di cannone la cappella, che ancora ne porta i segni, e in seguito diedero fuoco all’intero abitato. Ma la tenacia degli abitanti era tanta che le case bruciate vennero ricostruite completamente.


Urtigus – Ortigoso

Altezza 1045 m, raggiungibile da Rassa in circa venti minuti di cammino. Anticamente il nomignolo per definire gli abitanti era Ravici. Vi si trova la Cappella Madonna delle Grazie festeggiata nel mese di agosto. Nel 1940 vi vivevano stabilmente una quarantina di persone e solo negli anni cinquanta arrivò la corrente elettrica. Non vi è il forno ed il pane veniva cotto nella vicina frazione di Oro. I fili per il trasporto del legname e del fieno erano utilizzati in comunione con la vicina frazione di Oro. Durante l’inverno si eseguiva spesso la “Calà” ovvero il sentiero in mezzo alla neve veniva aperto dagli uomini delle varie frazioni per tratti di pertinenza fino alla cappella di San Nicolao. Un evento eccezionale è stata la valanga che sul finire dell’ottocento scese dall'erto vallone Vasnera fino a raggiungere la vicina località Pian Mulino. Si racconta che il temuto bandito Bangher era solito nelle sue visite picchiare sui tetti per ottenere un piatto di minestra calda. A differenza delle altre frazioni di Rassa, i bambini delle frazioni di Ortigosoro e Oro frequentavano la scuola di Rassa.


Ur – Oro

Altezza 1070 m, raggiungibile da Rassa in circa venticinque minuti di cammino. Gli abitanti venivano definiti col nomignolo di “Bujet”. Vi si trova l’oratorio di S.Lorenzo, la cui festa viene celebrata il 10 agosto.  E’ presente un vecchio forno, che fino agli anni ’50 – ’60 veniva utilizzato per la cottura del pane sia per Oro che per Ortigoso. Per la costruzione di una delle ultime case sono state utilizzate le pietre del vicino Rio Vasnera. I fili per il trasporto del legname e del fieno erano utilizzati in comunione con la vicina frazione di Ortigoso. Durante l’inverno si eseguiva spesso la calà ovvero il sentiero in mezzo alla neve veniva aperto dagli uomini delle varie frazioni per tratti di pertinenza fino alla cappella di San Nicolao. A differenza delle altre frazioni di Rassa, i bambini delle frazioni di Oro e Ortigoso frequentavano la scuola di Rassa. JacÏ‹ è stato l’ultimo a risiedere stabilmente nella frazione.


Piana

Altezza 1193 m. raggiungibile da Rassa in circa quarantacinque minuti di cammino. Gli abitanti venivano definiti con il nomignolo di "i luserti". Vi è la chiesetta di S. Bernardo. Anche in questa frazione, soprattutto in inverno, si viveva dei propri mestieri tra i quali i più diffusi: falegname, boscaiolo e pastore. Durante i lunghi inverni si eseguiva la calà ovvero il sentiero in mezzo alla neve veniva aperto dagli uomini delle varie frazioni


Rassetta

Altezza 1164 m, raggiungibile da Rassa in circa quarantacinque minuti di cammino. In mezzo all'abitato, è presente una fontana da cui sgorga una deliziosa acqua di sorgente. La scuola elementare di Rassetta, rimasta aperta fino alla fine degli anni 50', serviva le frazioni Fontana, Piana, Mezzanaccio.


Funtana - Fontana

Altezza 1213 m, raggiungibile da Rassa in circa cinquanta minuti di cammino. Vi è l'oratorio della Madonna della neve Don Mario Orecchia, fondò nell'agosto del 1967 la "Cà Gioiosa" che faceva stabilmente parte del complesso organizzativo "Campo Gioia", Campeggio e Scuola di Montagna. Durante l’inverno si eseguiva la calà ovvero il sentiero in mezzo alla neve veniva aperto dagli uomini delle varie frazioni.



Masanacc – Mezzanaccio

Altezza 1294 m, raggiungibile da Rassa in circa un ora di cammino. Gli abitanti venivano definiti col nomignolo di "i brigant" o "gambalesta". Vi è l’oratorio di S. Pietro. Resterà famosa nella storia della Valsesia e di quasi tutte le vallate alpine la grande nevicata del Febbraio 1888. l 26 Febbraio 1888 una grossa valanga piombò sulla frazioncina, già avvolta da alte nevi (aveva nevicato per otto giorni continui o quasi fino al 14 del mese) e seppellì una casa che era abitata da sette persone: tutte erano morte ed altre morirono subito dopo. Al cimitero vi è una lapide che ricorda i loro nomi. Allora la più alta tra le frazioni rassesi il Mezzanaccio, restava abitata anche in inverno. Fu nel 1961, che morì l'ultimo suo abitante Emilio Allegra e da allora nessuna persona rimase lassù durante l'inverno. Durante l’inverno si eseguiva la calà ovvero il sentiero in mezzo alla neve veniva aperto dagli uomini delle varie frazioni.

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